Quando leggi qualche pagina di Moccia ti domandi in che mondo viva quest'uomo. Moccia chi? Moccia, dai, quello di "
Il libro abbonda di personaggi improbabili di un Italia improbabile. La compagnia del protagonista, originalmente un "duro dal cuore tenero", ti fa venire voglia di prenderli a schiaffi tutti. Una masnada di teppistelli che le ragazzine bene parioline guardano tremanti e affascinate. E guarda caso tra queste ce n'é una, secchiona ma bella, che si innamora del protagonista dopo che questi (in rapida escalation) le ruba in casa e malmena il suo ragazzo (anche qui viva l'originalità, uno spocchioso figlio di papà del tutto inadatto rispetto al "duro").
Ah, ragazzi, provate a leggerlo! E' come quei b-movie talmente girati coi piedi che resti incantato a guardarli. Ti chiedi fin dove si spingeranno.
E fin dove si spinge questo vecchio bacucco di Moccia? In un mondo incredibilmente vuoto e fatto di luoghi comuni, in una miriade di citazioni di termini giovanili del cazzo, con protagonisti che vestono "la felpa di Datch, le Timberland, esibiscono i loro Ray Ban bevendo una Red Bull", che vanno "forte sui motorini, sfidando la morte", che pestano ragazzetti che guardano le loro ragazze, le quali poi la sera sono tutte scosse di eccitazioni per tali bulletti.
E ti chiedi dove andrà a parare, che senso potrà mai avere, leggere di ragazzetti improbabili che saccheggiano case impuniti, che "però in fondo sono tutti buoni", che (OH MIO DIO! E' all'inizio!) si sfidano mascolinamente in una gara di flessioni mentre ascoltano (GIURO! C'E' SCRITTO!) "Sere Nere" di Tiziano Ferro. Ma dai Moccia!!! Ma quale duro "de Roma" ascolta Tiziano Ferro?
Il libro ridonda di noiosa prevedibilità, si scopre che il duro (ma va') ha avuto i suoi problemi, ma é buono, anzi (...) ha molto da insegnare anche agli adulti, a tutti. Passando attraverso gare con le moto e ragazzette facili ma senza senso il giovane si scopre un pò più buono, un pò più aperto. Si amano, di quegli amori senza senso che hai a sedici anni in vacanza al mare, eppure Moccia insiste, a descrivere interminabili passeggiate sulla spiaggia e bomboloni alla crema presi in via Cacchionesò, e ti viene il disgustoso pensiero che sto vecio si sia fatto raccontare il mondo dei giovani da un qualche ragazzino in latte e ne abbia attinto manco fosse la realtà. Ragazzi coi pettorali perfettamente scolpiti dalla tanta palestra, belli ma un pò malandati, con lo sguardo ribelle.
Caro Moccia, non ci siamo. Dimmi tu se secondo te questa é la realtà, se é possibile spacciarmi un branco di bulletti che prenderei a calci in culo per dei ribelli, palestrati e che ascoltano Tiziano Ferro o canticchiano Battisti. Dimmi te se si può avere il coraggio di farne un film (che non ho visto, altrimenti forse sarei morto), un seguito (cui ho buttato un occhio per poterne parlare male, cogliendone l'assoluta mediocrità) in cui lui torna tipo da Los Angeles o che so manco fosse un divo e tutte le ragazzette del quartiere si sciolgono ma lui vuole lei, e la ha, ma poi lei si sposa, e allora lui prende un altra, che però alla fine (ma guarda un pò) é addirittura migliore...lo giuro.
Camminando ho intravisto un cartellone gigantesco, ieri in Centro che recitava: “Esce il nuovo libro di Moccia, l'autore di
Caro Moccia, in fondo ci sei.
Se riesci a scrivere ste cose e trovare qualcuno che te le pubblica e anzi, molti che le leggono, mi sa che il grande sei te.
Però pensaci...il tuo sarebbe in fondo un mestiere antico e nobile. Non provi vergogna per le tue banalità? Per essere riuscito semplicemente a capire la testa piccolina di gran parte della MTV Generation? Non crederai mica che ci sia qualcuno che viva come i tuoi personaggi, vero? Intendo qualcuno sano di mente....
I libri di questo improbabile "maturo giovane" sono proprio indicativi dei mali della nostra società. E viene da ridere e piangere insieme se si pensa a quanti bravissimi scrittori ci devono essere in Italia, nascosti, oscurati da chi vuole creare una legione di tronisti e veline. Notate bene, il protagonista non é buono, ne poetico:
“E’ bellissimo, col fisico scolpito, ha le idee chiare e non ha paura di nessuno”.
Vi giuro, mi spiace non ricordarmelo troppo bene altrimenti potrei parlarne male altri due-tre numeri. Ma in fondo sono contento anche, di non ricordarlo troppo bene...se mi avesse minimamente intaccato probabilmente a quest'ora starei bevendo Coca Cola mentre ballo musica house esibendo le mie mutande di Calvin Klein.
La cicuta, piuttosto.
Per non sconfinare troppo, il romanzo di Moccia é stato accostato a "Jack Frusciante é uscito dal gruppo"...beh...si...dico, anche il gelato alla cacca a occhio dev'essere uguale a quello al cioccolato. Ma poi se li mangi entrambi ci vuole del bel coraggio a definirli anche solo simili.
Vi saluto belli, continuate a seguirmi e nel prossimo numero vi parlerò di una stirpe artistica, che con Moccia, ha insospettabilmente (ma nemmeno, va') molto a che spartire: si...i nuovi fenomeni del cinema Italiano. I Famigerati Fratelli Muccino.
“E’ triste trovarsi adulti senza essere cresciuti” F.De André
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