18 aprile 2008

 
MitropaBoy
Maurizio Geri: il piro che mi affascinò

E' Giovedi sera, un Giovedì triste e piovoso, viaggio su di un furgoncino sgangherato guidato da un simpatico rastamanno alla volta di Firenze.
Ora il fato vuole che il simpatico adoratore di Bob Marley abbia ricevuto un invito per un concerto allestito tra le mura di San Salvi (ex-manicomio).
Nessuno di noi sa che cosa ci aspetta ed a dire il vero nessuno dei due é minimamente interessato alla cosa, il mio amico deve incontrare delle persone, io devo far passare il tempo e far concludere in modo minimamente degno l'ennesima serata.

Ma all'improvviso c'é lui: Maurizio Geri, classe 1964 di San Marcello Pistoiese.
Questo ometto dall'aria un po' triste si scopre essere l'attrattiva principale della serata ed insieme ad un clarinettista (Nico Gori) ed un contrabbassista (Paolo Ghetti) eccolo che comincia a suonare uno swing alla Django Reinhart ("...perché la musica popolare mi aveva decisamente stancato..." dice il nostro eroe) che fa da tappeto a splendidi versi (che in modo molto azzardato, ammetto mi abbiano ricordato il buon Sergio Caputo) i quali, lui stesso ammette in uno dei vari monologhi di presentazione dei brani, siano dedicati ad amici di bevuta e personaggi folkloristici di tempi andati.
L'album si chiama "Ancora un ballo" ("...perché odio quando c'é chi dice un ultimo ballo, é avvilente, e allora preferisco dire ancora un ballo..." così dice il Geri), come la prima delle undici tracce contenute nella sua ultima fatica compositiva.

Dopo una piccola ricerca scopro con poca sorpresa (visto il grosso talento espresso in quel di San Salvi) che il musicista ha dei trascorsi gloriosi come la vittoria della prima edizione dell' On the Road Festival di Pelago (1998), del Controfestival di Mantova datato 2004 e del Premio Loano della critica con Banditaliana l'anno successivo.

Il Geri tra un'esecuzione e l'altra si lascia andare a pensieri liberi (complice anche l'assenza di un giornalista che avrebbe dovuto intervistarlo in pubblico tra un brano e l'altro) dei quali uno mi ha colpito molto, riferito al fatto che nessun suono nell'album é campionato, il virtuoso della chitarra Dupont dice (o almeno spero di aver riassunto bene il suo pensiero): "...beh...se il musicista non crede veramente in ciò che suona, figuriamoci se ci deve credere l'ascoltatore..."
Purtroppo la mia intolleranza nello stare fermo impalato ad ascoltare la musica si fa più pressante dopo il sesto pezzo e devo per forza lasciare il luogo, ma non prima di essermi accattato il cd contenente i brani da lui proposti, e noi nel nostro piccolo speriamo di avervi fatto conoscere un musicista (quella attualmente in rotazione, fino a che ci rimane, sul nostro sito é la sua "Il giocatore di Scansano") che possa riempire i vostri spazi vuoti nei prossimi dì, magari in un Giovedì di pioggia...

Ancora un ballo per noi
Ancora un ballo perché
Sopra la pista c'é spazio e basta
Solo per due, io e te
Ancora un ballo se vuoi
Ancora un ballo per chi
Ancora non si é detto tutto
E tutto si dice così...

postato da Mitropa Boy  # 5:25 PM

06 aprile 2008

 
MitropaBoy
Highway to Hell

Mentre le campagne politiche continuano ad imperversare, lasciandomi ormai al ristretto dubbio se votare per Sbirulino o Space Kamen (mi sono sembrati i più credibili...), noi di Bradas, tra un filmetto, un buon libro ed una sana e corroborante scarica di canne, continuiamo incessantemente a lavorare a minchiate dall'elevata caratura.
Colgo l'occasione per annunciarvi quindi la puntata speciale di "Tartarini Quotidiani", ve l'avevamo annunciato ed eccolo nuovamente pronto il nostro luminare ad una spedizione ai confini con il sacro e l'esoterico.

Ma andiamo con ordine e parliamo di un paio di film che ultimamente ho avuto occasione di vedere e cominciamo con "Onora il padre e la madre" di Sidney Lumet che mi ha fatto rivedere il senso del termine "film da vedere al cinema", ovvero film che merita assolutamente di essere visto al buio, in un ambiente dotato di grande schermo ed impianto audio come si deve.
No, questo non é un film da vedere per forza in una sala, anche perché se prendiamo come standard di pubblico quello degli ultimi tempi, potreste rischiare di perdervi metà dialoghi grazie all'indisciplinato comportamento che spesso e sovente gli italiani seguono nei cinema.
Con tutto il rispetto per la pellicola e per il cast, a mio avviso impreziosito con una performance recitativa di Albert Finney da brividi e con dei nudi di Marisa Tomei da urlo, il film fila via bene fino alla parte centrale dove a mio parere si arena un po', comunque sia rimane un film da vedere.
Altro film del quale vale veramente la pena spendere due parole é "SuXbad".
Questo film ingiustamente dimenticato alla notte degli oscar ci offre finalmente un college movie come si deve.
Il film di Greg Mottola (all'esordio in un lungometraggio per il grande schermo) ci regala le atmosfere dimenticate di "Animal House" in un' avventura tutto in una notte dal sapore antico all' "America Graffiti". Scene esilaranti, goliardiche si susseguono senza scadere nello stereotipo (un classico di questi film), l'elemento conduttore di tutto il film, l'amicizia dei due protagonisti, che si stanno per separare nella loro carriera studentesca, viene trattato con grande classe e con un ingenua tenerezza da stringere il cuore...si...infatti la potenza di questo film sta tutta qua: riuscire a far morir dal ridere senza andare sopra le righe traghettandoci verso il finale, dove i due compari chiariranno le loro divergenze che si portano dietro dall'inizio della storia.
Un' ultima annotazione: il cast non é dei più famosi, a parte Michael Cera (nella sale in questi giorni col film vincitore per la miglior sceneggiatura originale "Juno"), ma una menzione speciale se la merita Jonah Hill (nella foto a destra in compagnia di Cera) che a mio avviso si candida come vero ed unico erede di John Belushi (altro che Jack Black...dai retta ad un cretino va...).


Spendiamo due parole anche per una recente pubblicazione fumettistica arrivata finalmente anche da noi: "Lucha Libre".

Questo albo mensile a fumetti raccoglie molte serie particolari con il tema conduttore, ovviamente, della lotta libera messicana, ma una serie in particolare tiene testa in questa raccolta: "The Luchadores Five", ovvero le storie ordinarie e non di cinque lottatori mascherati, El Gladiator, Dr. Pantera, Diablo Loco, Red Demon e King Karateca, impegnati a salvare il mondo nella cocente L.A. contro esseri di qualunque specie come lupi mannari, gang di francesi bislacchi e lottatori diabolici dall'ambigua natura, con un occhio a problemi estremamente più terreni come la disoccupazione e le bollette di fine mese, storie e disegni di Bill e Jerry Frissen.

Detto tutto no? No? Beh...sicuramente vorrete sapere di che cosa tratterà la puntatona speciale del nostro Tartarini, e allora anticipiamo qualcosa.
Il nostro poeta, filosofo, oratore hooligan questa volta si troverà a fronteggiare, nella verde e cupa campagna Toscana, i sinistri e diroccati ambienti dell'ex collegio Cicognini, luogo di messe nere, apparizioni inquietanti e di tossici festanti, non vi dico altro e vi lascio al gustoso trailer di "Tartarini Esoterici".


postato da Mitropa Boy  # 12:44 AM

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