17 maggio 2008

 
MitropaBoy
A palle ferme su "The Condemned"

Il vero condannato é il protagonista od io che ho visto questo film?
Ma andiamo con ordine.
Il wrestling, come abbiamo più volte affermato qui sopra, é sempre stata una nostra passione, magari ora é meno forte di un tempo...ma vuoi non pagare dazio e guardarti il film con protagonista "Stone Cold" Steve Austin?
Anche si direte voi, ma che ci vuoi fare, strascichi di ammirazione per quell'uomo che sul ring ci ha regalato emozioni, ci hanno portati ieri sera (a me ed al Capitano) a vedere la pellicola diretta da Scott Wiper e prodotta da "WWE FILMS" nel 2007.
Lo so...é uscito da molto questo film, ma era giusto che anche Bradas dicesse la sua, quindi cominciamo senz'altro.
La storia di "The Condemned" é semplice: dieci condannati a morte uno contro l'altro su di un isoletta selvaggia, prelevati dalle peggiori prigioni del mondo a suon di soldoni da un miliardario megalomane che vuole sfidare gli ascolti televisivi producendo il reality più violento che ci sia da mandare in internet.
Perché violento? Beh...presto detto...chi rimane in vita si guadagna la libertà.
Subito il concetto del film ci rimanda a "The Running Man"di Paul Michael Glaser (1987), buon film discutibilmente tratto da una novella, datata 1982, di Richard Bachman, nome dietro il quale si celava l'identità del più noto Stephen King.
L'accostamento a questa datata pellicola americana sembra calzante, ma a dire il vero il film sembra rifarsi notevolmente a quel "Battle Royale" di Kinji Fukasaku (film di tutt'altro livello intendiamoci...), che vide la partecipazione come attore del buon Takeshi Kitano, infatti nel film jappo a contendersi la libertà c'era un' intera classe liceale su di un isola sperduta.
Bene...quindi? Quale sarà il verdetto?
Non guardatelo. Per l'amor del cielo non fatelo. Mi rivolgo anche a voi amanti del wrestling...fareste un brutto errore.
I personaggi trattati nel film di Wiper hanno uno spessore caratteriale più fine delle suole delle mie fidate Clarks, praticamente il nostro Steve Austin lotterà per tutto il tempo contro delle nullità, tra le quali figurerà anche quel grand uomo di Vinnie Jones (ex-capitano della squadra di calcio inglese Wimbledon e della nazionale gallese, famoso per la sua violenza sul rettangolo erboso) al quale pare siano state lasciate le battute migliori.
Beh...almeno ci sarà da gioire per l'azione direte voi...
Vi dico solo una cosa...dei dieci condannati uno muore direttamente all'arrivo.
Si...il condannato italiano, palermitano (non ci piace scadere nello stereotipo alla WWE), viene lanciato dall'elicottero sull'isola come tutti, ma invece di cadere in mare viene erroneamente lanciato su di un albero dal quale viene trafitto. E uno di meno.
Il condannato tedesco fa finaccia due minuti dopo, ucciso dalla condannata africana puppona (e questo é il dettaglio che più risalterà di lei, credetemi).
Insomma nel giro di poco rimarranno in cinque ed il nostro Steve Austin avrà a che fare seriamente soltanto con tre di essi.
La cosa più drammatica sarà assistere alle loro morti...faranno pressapoco tutti la stessa fine.
Infatti il regista, aiutato dalle abili menti di Rob Hedden e Andrew Hedden, ha pensato bene che, come in "Battle Royale", ogni partecipante al massacrante gioco dovesse avere un dispositivo esplosivo attaccato alla caviglia che non gli permettesse la fuga...
Ora...la maggior parte dei condannati muore sempre perché qualcuno gli sfila la linguetta magica del dispositivo innescando l'esplosione...alla faccia dell'originalità.
Quasi dimenticavo d'infamare l'evoluzione che prenderà la narrazione: il personaggio di Steve Austin, Jack Conrad, si rivelerà essere un agente dei servizi segreti americani lasciato a morire dal suo governo, intanto sua moglie dal pub di un amico assisterà alle gesta del suo sperduto marito ritrovato, facendo il tifo come in un programma della De Filippi...
E mentre voi vi starete ancora chiedendo quanto poco si potesse fare per rendere questa pellicola un minimo più gradevole, io sarò su di uno scoglio a rimirare il tramonto ed a chiedermi ancora come possa un miliardario "comprarsi" dei detenuti.
Stay alert. Bonas.

Ian Breckel: Di dove sei?
Jack Conrad: Alaska.
Ian Breckel: Dove di preciso in Alaska?
Jack Conrad: Un piccolo villaggio di pescatori, forse nei hai sentito parlare,
si chiama "Fottiti tua madre"...


postato da Mitropa Boy  # 12:31 PM

11 maggio 2008

 
MitropaBoy
Tartarini Esoterici: Mortale con brio

Ennesimo appuntamento con l'angoscia ancestrale, col brivido fulminante, eccoci dunque alla terza parte di Tartarini Esoterici.
Nei locali dell'ex-convitto Cicognini, il nostro eroico oratore molesto balordo ci porterà per mano alla scoperta di luoghi che forse é meglio non conoscere.
Intanto i pettegolezzi sulla prossima fatica del nostro simpatico luminare si sprecano, ma se tutto va bene ragazzi la prossima impresa del Tartarini potrebbe essere epica...
...o dagli intenditori essere giudicata tale.
Vi lascio per l'ennesima volta senza indugio al nostro eroico giovinazzo.
Bonas.


postato da Mitropa Boy  # 8:52 PM

02 maggio 2008

 
MitropaBoy
Take me down to Liberty City
(where the grass is green and the girls are pretty...)

Un post a bollore.
Riparliamo di videogiochi...yeah.
Claude Speed é disperso con Catalina, Tommy Vercetti is gone, Carl Johnson di S.Andreas é uno sbiadito ricordo (ho odiato quel capitolo...ma non per il protagonista) ed ecco che giunge finalmente il momento di Niko Bellic, serbo incazzato ed abbagliato dal sogno/incubo americano...ecco che c'é Grand Theft Auto IV.
Quanto se n'é ragionato? Quanto mormorato? Pure Ammaniti c'ha dovuto scrivere sopra qualcosa (anche gli scrittori hanno cominciato a fare orecchie da mercante).
Vietato ai minori di diciotto anni, il quarto capitolo ufficiale della saga del ladro d'auto fa finalmente capolino sulle varie Playstation 3 ed X-Box 360 del globo ed ovviamente ne io ne Capitan Merda ne abbiamo potuto fare a meno...o meglio...io inizialmente ne avrei voluto fare a meno ma...
Partiamo dall'inizio. E' Martedì 29 Aprile, su tutti gli scaffali dei negozi di videogames ecco che fa capolino la tipica copertina fumettosa col logo Rockstar Games, Capitan Merda ha prenotato il gioco da un mese e nonostante il lavoro imperante trova cinque minuti e lo va a prelevare.
Fino a quel momento la mia opinione era stata positiva su questo nuovo parto creativo della softwer house occidentale, ma mai...e dico MAI mi sarei aspettato un giochello come quello che si é poi manifestato davanti ai miei occhioni la sera stessa, quando un Capitan Merda baldanzoso ha cominciato a torturarmi mostrandomi l'avventura del signor Bellic sulla mia Play3.
Non sto neanche a dirvi quanto ci ha messo la mia copia ad apparire.
La sera seguente eravamo già ognuno a casa propria a spararci un succoso multiplayer.
La domanda ora é: perché comprarlo quando fondamentalmente questo quarto capitolo (ma ricordo che ci sono diversi spin-off della serie con protagonista Mr.Vercetti) é identico ai precedenti?
Questa qui di sotto potrebbe essere una risposta, ma a fine filmato finite di leggere, magari potrà essere interessante.



Ok, ci chiedevamo perché accattarsi questo videogame, anzi verrebbe da dire questo oggetto di costume...
Perché finalmente si ha l'impressione di aver speso bene i soldi dando credito alla fiaba delle consolle next generation.
Un capolavoro.
L'ultima volta che l'ho detto é stato per Final Fantasy XII, ma quello si sa é un RPG giappo che girava per Play2 (e vi assicuro che la scimmia per la dodicesima perla della Square-Enix non mi é ancora scemata).
C'é di tutto...dalle frenetiche corse in strada fottendo la madama, passando per tipiche azioni da sicario eseguibili a piedi, si può stare comodamente nel proprio rifugio a guardarsi la TV facendo zapping sui canali alla ricerca di qualche bel programma (potreste imbattervi nell'atipico talk show di Bas Rutten, lottatore UFC, o nel programma di Ricky Gervais e Katt Williams) come andare allo strip club a gustarsi un bel balletto, si può chiamare il nostro caro cugino Roman e uscirci a bere un litro di vodka accusando poi dei postumi da Champions League...

Le cose che vi ho appena elencato sono forse un decimo di tutte le possibilità che offre questo GTA IV, e ve lo dice uno che ancora non ha esplorato la totalità della spumeggiante Liberty City (metropoli rifatta ad immagine e somiglianza di New York), capitale del vizio e del lusso se hai le palle, tomba per i perdenti e gli illusi se si pensa di farsi strada col sorriso.
Ci fa piacere vedere che il limite di età imposto sulla copertina ha permesso alla Rockstar Games di applicare qualunque sconceria avessero per la testa...vi ricordate la modalità "hot-coffe"? Ecco...diciamo che non ci sono poi così troppe censure stavolta ed i vicoli di Liberty City sono sempre pieni di giovani figliole pronte a vendersi...i pervertiti sono avvisati.
Farete la conoscenza di personaggi come Vlad, aguzzino russo che vi offrirà dei lavoretti sporchi per togliervi di dosso qualche debituccio (cortesia del cugino Roman), accuserete delle belle bombe di passiva grazie a Little Jacob, un guru rastamanno col vizio dei chiusini in macchina al sabor de marijuana, e potrete divagare anche sulla tenerezza uscendo con la vostra fidanzata Michelle e portandola a "vivere" la sera.
Sul fatto del vivere la città offre molti spunti come il bowling, il teatro di cabaret, il minigolf e molti altri locali che aspettano solo di essere visitati.
Sul piano doppiatori questa volta si é andati al risparmio (memori comunque delle performance di Ray Liotta, Burt Reynolds, Dennis Hopper, Samuel L. Jackson e Jenna Jameson nei precedenti episodi), infatti per i personaggi principali non avremo nessun V.I.P. ad interpretarli se non un plotone di seri e professionali doppiatori, che in fondo é quel che basta!
Rockstar ha comunque creato un popolo vero e proprio per la città assegnando un doppiatore differente per ciascun cittadino...ripeto...un doppiatore per ciascun cittadino...e sono tanti i cittadini! Provate a vedere nei credits del gioco.
Insomma per concludere si può tranquillamente dire che la filosofia di gioco é rimasta la stessa dei precedenti capitoli, nata nel terzo GTA (il primo vero acuto in 3D dei ragazzi di Rockstar ed uno standard che regge clamorosamente dal 2001), ma questa volta c'é l'elemento next-gen che rende estremamente più libera l'esplorazione e l'evolversi delle vicende del nostro protagonista di turno.

Un gioco straconsigliato per chiunque anche se per una volta il limite d'età assegnato é da tener di conto, le mamme sono avvisate, e poi non venitemi a dire che vostro figlio é uno psicopatico perché ha visto Satana nel parco di Liberty City, quelli sono solo pixel, il resto solo chiacchere.
Bonas.

postato da Mitropa Boy  # 11:29 AM

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