Pitoff
Death Memories: file 02
Tutti ricordano cosa stessero facendo l’undici settembre del duemilauno.Ricordo vivido anche nella memoria dell’allora quindicenne Tommaso Salvio di Napoli che proprio quel giorno visse una incredibile esperienza di premorte.
Alle ore 7 del mattino, Tommaso percorreva via Roberto Bracco contromano a bordo di un ciclomotore rubato senza casco quando, urtando un veicolo della Polizia Municipale, perdeva i sensi e veniva ricoverato presso l’ospedale Santobono, dove il dottor Ermanno Tagliamerito ne accertava la morte cerebrale alle ore 17:15. “Mi riesce ancora oggi difficile comprendere cosa sia realmente accaduto” riferisce il dottor Tagliamerito e continua “Inspiegabilmente alle ore 17:33 iniziammo a registrare nuovamente attività cerebrale nel soggetto e quindi una certa autonomia nelle funzioni vitali cardiovascolari e respiratorie”. Di altro avviso il sig. Salvio “No, no, ho visto quello di quel film… sapete quello che pare la morte. Stava in mezzo a un polverone e si lamentava. Stava bestemmiando a tutti i santi che era tornato dalle ferie e che lo dovevano avvisare. Diceva: - Ma come cazzo si fa! – diceva: - Ma vi pare questo il modo? Una fottuta volta che piglio ferie fino a metà settembre! – Poi si è girato verso di me e mi ha guardato in faccia e poi mi ha mandato affanculo e mi sono risvegliato, cosa potevo fare?”. Oggi Tommaso è un felice padre di famiglia di ventidue anni e ha smesso di rubare ciclomotori. Ci salutiamo e lo ringraziamo della testimonianza, lo vediamo allontanarsi su un SUV della BMW, appena rubato.
Tutto insegna.
postato da Mitropa Boy # 5:00 AM
Capitan MerdaGiocare "usando la testa"
Scenari futuri: ma non così tanto 2a parte...
Cosa vuoi da babbo natale? Un trenino? Una bicicletta?... una bambola? E perchè non una maschera cerebro reattiva che permette di giocare ai videogames con la forza del pensiero?
Quello che vedete è una sorta di copricapo che permette di comandare i vostri videogiochi con la mente, assegnando ad una determinata frequenza di onde cerebrali un movimento all'interno di un videogioco. Questo significa che non tutto quello che pensate (anche se non sarà difficile farlo) verrà svolto dal protagonista, ma solo determinate azioni a cui è stata assegnata una combinazioni di pensieri che voi dovrete fare per innescare il meccanismo.
Inoltre Emotiv, questo il nome del progetto e dell'azienda produttrice, analizzerà anche le vostre emozioni, seguendo le variazioni dei vostri muscoli facciali per riprodurle poi in un videogioco. Ad es. se giocate ad un RPG e pensate di castare una magia o un incantesimo, il vostro personaggio si attiverà per fare chissà quale tremenda macumba sul vostro nemico. Abbiamo trovato anche un altro filmato che, oltre ai videogames, mostra l'interazione di Emotiv con oggetti reali...è qualcosa di incredibile! Se pensiate sia solo fantascienza, il suo lancio ufficiale è previsto per questo Natale al probabile costo di 299$. Scommetto che Mitropa sta già mettendo i soldi da parte!
Emotiv ha già iniziato la collaborazione con i creatori di videogiochi e la creazione di un'ambiente di sviluppo chiamato Emotiv Development Kit (EDK™) ha dato loro gli strumenti per implementare l'utilizzo del proprio controller nei giochi.
I sensori di diversa tipologia implementati nel controller permettono di captare i segnali della mente:
Expressiv™ - interpreta i movimenti facciali in tempo reale
Affectiv™ - cattura le emozioni del giocatore
Cognitiv™ - percepisce le intenzioni e i pensieri del giocatore.
Matrix è arrivato?
postato da Capitan Merda # 2:30 PM
PitoffDeath memories: file 01Una donna, Maia Dedonà, residente in via Aurielia in zona adiacente all’ospedale, lancia
un grido d’allarme, avrebbe infatti sorpreso uno dei più celebri assassini del grande schermo (o un probabile emulatore), ghermire, nella notte fra Martedì 1 e Mercoledì 2 Luglio il marito Gerardo Bonfanti di anni 86 che dormiva accanto a lei.
“E' comparso dal nulla” indica la donna ancora sotto shock “Ha ghermito mio marito nel sonno!” e continua “ma io quello lì l’ho già visto, una volta in televisione… c’era quel film… quel tizio in mantella nera con maschera bianca, Scream, si mi pare quello lì”.
Gli esperti interpellati dalle forze dell’ordine indicano come possibili motivi del decesso semplici cause naturali, in parte dovute all’età del signor Bonfanti, ed escludono qualsiasi tipo di morte violenta. Nonostante tutto però, continuano a pervenire segnalazioni in merito, presso la questura di La Spezia fioccano le denunce di anziani (e non solo) che segnalano la presenza di un individuo del tutto simile al suddetto assassino cinematografico accompagnato però da una grossa falce.
Psicosi collettiva o dubbi fondati?
postato da Mitropa Boy # 10:44 AM
Pitoff
Chi siamo
(terza parte)
Terza conclusiva parte dell' opera omnia sulle categorie dei clienti che impestano le linee telefoniche del call center del nostro buon Pitoff. Nel caso non aveste letto le precedenti parti, la redazione di Bradas vi invita caldamente a leggerle sfruttando il nostro archivio.
E per chi non ne avesse abbastanza del nostro geniale Pitoff, che
dal prossimo post comincerà a deliziarci anche con vignette da lui stesso realizzate (tanta roba ciccio...), può seguire il nostro folle designer (ed anche qui fareste molto male a non farlo) sul suo blog (
Mp3figasuonerie) cliccando
qui.
7. L’E-bayerFra la moltitudine dei clienti si distinguono pochi volenterosi, ansiosi di scoprire cosa il futuro ci riservi. La possibilità di acquistare merce a prezzi fortemente scontati attraverso i canali web si sta imponendo con sempre maggiore decisione, in questo contesto così avanguardistico, nasce e prolifera il cliente E-bayer. Questo cliente, sedotto dalle caratteristiche tecnologiche di un oggetto sconosciuto prova l’irrefrenabile impulso di acquistarlo. Il problema è che solo dopo settimane di attesa riesce ad averlo effettivamente per le mani e quasi sempre si rende conto che, per uno o più motivi, quell’oggetto è per lui assolutamente inutile. Non riuscendo ad accettare la sconfitta, contatta il servizio clienti per tentare di capire se sia possibile utilizzarlo in qualche modo. Casi che hanno fatto storia riguardano gli smartphone della RIM, i famigerati blackberry. Fino a qualche mese fa, questi radiomobili erano ‘bloccati’ dal costruttore relativamente al gestore di telefonia che li impiegava. Per capirsi, se uno acquistava un telefono BB marchiato “X” non poteva utilizzarlo con il gestore “Y” o “Z” o “K”, poteva utilizzarlo esclusivamente con il gestore “X”. Con il passare del tempo, RIM si è accorta che questa politica risultava essere controproducente e che sarebbe stato meglio svincolare i propri apparecchi dai vari gestori. I nuovi smartphone della RIM sono infatti ‘liberi’, ma quelli vecchi? Beh, quelli si possono sbloccare, ma per diversi motivi l’operazione non è così semplice.
I Blackberry, al contrario della maggior parte dei telefonini, non necessitano di alcun tipo di configurazione. Infatti è sufficiente attivare un offerta commerciale apposita che avvia contemporaneamente il servizio di trasmissione dati, quindi accedere all’area dedicata a questo prodotto dal sito web del proprio gestore telefonico ed aprire un account mail standard (RIM BlackBerry). Per procedere sarà sufficiente abbinare alla vostra numerazione telefonica l’IMEI del prodotto RIM ed un pin rilasciato all’atto dell’acquisto del vostro BB. Facile no? Potrete aggiungere altri nove account di posta elettronica le cui mail verranno, senza alcuna necessità di configurazione (non mi stancherò mai di ripeterlo), istantaneamente dirottate sul vostro telefono. Comodissimo se vivete di mail, ma se ve la cavate a malapena nella lettura degli sms cosa ve ne fate? Soprattutto se avete acquistato questo splendido apparecchio su E-Bay e pur essendo ‘come nuovo’ nuovo non è, ed esiste già un account creato dal precedente proprietario che lega l’IMEI di quel telefono al suo numero… come farete ad associarlo al vostro? E se il suddetto account è registrato sotto un altro gestore? Vi offro la risposta breve: “Cazzi vostri”.
In realtà ci sono delle scappatoie, ma sono procedimenti piuttosto lunghi e tortuosi.
Ad esempio la richiesta a RIM della cancellazione del vecchio account e quindi la possibilità di associare l’IMEI ad una nuova numerazione, operazione che viene solitamente intrapresa e seguita dai vari gestori telefonici su richiesta scritta del cliente. Ma si badi bene, non è un obbligo, è un modo per andare incontro alle esigenze del cliente. Dopotutto chi potrebbe tutelare un imbecille da un incauto acquisto?
Ma c’è dell’altro, questo splendido apparecchietto è così evoluto che accede autonomamente alla connessione dati ad intervalli prefissati. Lo fa per interrogare il server di posta ed accertarsi che non vi siano mail da scaricare, quindi che vogliate o meno attivare un’offerta a pagamento per le connessioni, sappiate che le connessioni dati non hanno proprio un costo, come dire, a buon mercato. Si badi bene, non sto dicendo che il BlackBarry sia un apparecchio delirante, anzi direi il contrario, è un ottimo apparecchio, facile e comodo nell’utilizzo, ottimo nella realizzazione e dotato di un’estetica gradevole e di dimensioni contenute! Ma è un prodotto di nicchia, inadatto alla maggior parte degli utenti medi. Io, ad esempio, non saprei che farmene. Ho preso a pretesto il BlackBarry per identificare il segmento dei clienti “E-bayer”, ovviamente nuove fantastiche sfide ci attendono all’orizzonte con l’avvento di un altro splendido prodotto: l’Apple I – Phone.
L’ E-Bayer si rivolge all’assistenza solo ed esclusivamente quando il danno si è già prodotto in modo irreversibile, ovvero ha già acquistato l’ultimo modello dell’ultima marca dell’ultimo continente. L’approccio con il consulente è simile a quello che potrebbe avere un individuo con q.i. pari a 385 mentre si rivolge a Forrest Gump. Durante la conversazione telefonica l’E-Bayer vive diversi stati d’animo, passando dalla spavalderia alla rassegnazione nell’arco di 360 secondi. Dapprima elogia l’apparecchio che stringe in mano come l’ultimo, indispensabile, frutto dell’ingegno umano, poi alle prime avvisaglie scatta sulla difensiva ed inizia a tempestare il consulente con domande tipo: “e quindi?”. Oppure con affermazioni sulla falsa riga del banale:“Non me lo hanno detto…”. Infine si rinchiude in un mutismo assordante. Questa è la parte peggiore. Nella sua mente rivive momenti tragici legati alla sua infanzia: quando ha scambiato una figurina con un suo compagno di classe e solo dopo due giorni si è accorto che era un doppione, mentre il suo compagno stringeva già fra le mani l’agognato Supertele ricevuto dalla Panini per aver terminato l’album dei giocatori. Oppure quando aveva cercato di strappare un bacio ad un amica alla festa delle medie durante il gioco della bottiglia e la cosa era giunta alle orecchie della sua fidanzatina; in un sol colpo aveva perso l’amica e la fidanzata. L’E-Bayer in quei momenti è come assente, trasportato dai ricordi, si sdoppia a tal punto da riuscire a percepirsi come altro, fuori dal suo corpo vede una figura impietrita con in mano una scatoletta da 190 Euro più spedizione ascoltare un tizio che ripete “Sa cosa diceva mia madre? Mia madre diceva sempre che la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita…”. Intanto fuori piove.
8. Il Pistino – Piaccìca -Il Pistino è il personaggio in assoluto più detestato dagli operatori di qualsiasi servizio clienti. Probabilmente è il personaggio meno sopportato dai suoi contemporanei. Fanno parte di questa imponente schiera di evangelisti della perfezione i Piaccìca.
I Piaccìca sono individui subdoli e perfezionisti, la loro frase preferita è “…è una questione di principio”. Alla stregua degli antichi samurai, sarebbero apparentemente disposti al Seppuku in caso di un qualsivoglia errore. Ovviamente è solo apparenza, infatti essi esigono che tale pratica venga applicata esclusivamente a gli errori degli altri, tralasciando i principi di auto - miglioramento nella perseveranza della Via. Quando l’errore è stato compiuto da loro, esso diviene “plausibile” se non addirittura indotto in malafede dai colossi delle telecomunicazioni. Al contrario, se si dovessero ritrovare ben 7 centesimi in meno sulla loro utenza ricaricabile, sarebbero disposti a passare 24 ore al telefono con l’assistenza clienti per farseli rimborsare, sbandierando appunto frasi sul principio e la correttezza. Ora, non desidero mettere in dubbio gli alti principi cui queste entità si appellano, tuttavia è bene chiarire che tutte le azioni intraprese da un individuo dovrebbero essere soppesate e valutate prima di essere applicate alla vita reale. Operazione che, nel nome di un “principio superiore” viene del tutto trascurata da questa categoria di clienti. Così questi individui richiedono la verifica, centesimo per centesimo, di tutte le chiamate effettuate nell’arco della settimana! Esigono che questa operazione venga fatta in linea dal consulente, nel frattempo continuano ad infierire con tono altezzoso e sprezzante come se si vantassero della loro scaltrezza “Me ne ero già accorto!”, oppure “a me, non mi fregate!” e così via. Poveri illusi, i sistemi sono sì suscettibili di errori, ma questi errori vengono facilmente identificati poiché tanto macroscopici da venir segnalati direttamente dal gestore, e solitamente si procede ad un recupero automatico e massivo sulle utenze impattate, sempre a vantaggio del cliente. Per il resto l’eventualità che il credito venga scalato erroneamente è piuttosto remota. Più facile invece, che i sistemi di controllo non si aggiornino in assoluto tempo reale, così che confondano i clienti fornendo loro informazioni precise ma magari di qualche ora o qualche minuto prima. Solitamente, questi clienti, aprono reclami infiniti che generano una spesa considerevole a carico del gestore che tanto criticano, quindi per ovviare a ulteriori rotture di scatole si regalano i tanto bramati 7 centesimi. Ovviamente, l’operatore che gestisce questi individui si pone delle domande, è inevitabile che tali domande nascano nella mente di un individuo equilibrato. Naturalmente queste domande non vengono riportate al cliente per educazione, ma sintetizzandole sono pressappoco queste: “Ma cosa farà nella vita costui? Come può permettersi di perdere tanto tempo a verificare tutte le chiamate che fa, minuto per minuto? Sono già tre giorni che chiama per questa storia… ma non si vergogna? Capisco se si trattasse di uno o due euro… ma anche fosse di 50 centesimi, sono pur sempre 1000 Lire… ma cazzo, 7 centesimi sono l’equivalente di circa 14 Lire… su una chiamata che ne è costate 3000 di Lire! Roba che magari quando va al supermercato e gli danno un resto di 5 centesimi si rifiuta anche di ritirarlo per non avere troppi spiccioli inutili in tasca!”. Insomma, io non cercherei di recuperare 14 Lire (apparentemente evaporate) perdendo anche solo 5 minuti, e invece… dopo reclami su reclami, questi individui si crogiolano in una patetica vittoria, incapaci di una valutazione “dare/avere” ma forti di aver salvato un principio. Si noti bene, nel 99% dei casi è davvero un regalo, e nello scalo del credito non c’è alcun tipo d’errore. Può trattarsi di effetti legati ad arrotondamenti o semplicemente il cliente ha parlato un secondo in più, sufficiente a far partire un nuovo scatto di 7 centesimi. Ma cosa volete farci? Chissà se con quei 7 centesimi si potrà permettere le vacanze estive… poveraccio.
9. Lo StranieroLo straniero è sempre un’incognita. Spessissimo non parla correttamente l’italiano e questo rende assolutamente problematica la comunicazione. Ad esempio, i cinesi rispecchiano a pieno la loro muraglia: dicono solo “si” e “grazie”, hanno paura di disturbare… non osano interromperti o farsi ripetere le cose. Hanno paura, o più semplicemente non gli interessa quello che gli dici. Non è chiaro come riescano a parlare con il servizio clienti, così protetto dagli immensi labirinti degli IVR… eppure si orientano e alla fine ti parlano. Mediamente sono chiamate inutili che si concludono con una raffica di “si, va bene” da parte del cliente e che portano ad un’immediata successiva richiamata. I nord africani invece sono più spigliati e contrattano, generalmente padroneggiano meglio la lingua e chiamano per avere una qualche forma di accredito. “Dai, dammi un euro” oppure “Perché non mi dai 50 sms?”. Così, come fra le bancarelle di un mercato a cielo aperto, la logica del mercato per loro, è sempre la stessa. I centro-africani invece, sono persone educate e rispettose, brava gente insomma. Non si lasciano scoraggiare dalle difficoltà linguistiche e cercano di capire come funzioni questo strano mondo in cui si sono ritrovati per un pezzo di pane in più. Fanno domande sensate e prendono atto delle risposte. I loro problemi sono quasi sempre legati al traffico internazionale, chiamano casa spessissimo per avere informazioni delle loro famiglie. Personalmente nutro verso di loro un grande rispetto, mi ricordano quelle figure italiane che tornavano dai territori teutonici dopo anni di sfruttamento, e quando erano a casa non sapevano neanche più parlare l’italiano. Cerco di essere chiaro e ripeto le cose più di una volta, è gente sveglia e solitamente onesta, quindi le chiamate (se pur lunghe) si concludono spesso con un esito positivo. Di altra scuola sono gli individui dell’est. Questa categoria è fortemente eterogenea e di difficile classificazione. Le donne dell’est solitamente non fanno domande, supplicano. Hanno un tono servile e contrito, come se fossero in balia di chissà quali catastrofi e magari vogliono semplicemente avere informazioni sul credito. È importante sottolineare che i comportamenti di queste persone mutano fortemente in ragione dello “status” economico acquisito. Gli uomini dell’est sono mediamente educati e ragionevoli, tuttavia non è difficile imbattersi in individui infami convinti di essere giunti alla ricchezza ed al potere. Forse ci sono giunti davvero, alla ricchezza ed al potere, anche grazie a quelle povere donne che nel corso di una vita non hanno fatto altro che supplicare…e magari prendersi delle botte. Comunque questi individui sono i peggiori, iniziano le chiamate tranquillamente, ma come intuiscono che non potrai fare ciò che ti chiedono (spesso sono cose assurde) si alterano in preda ad eccessi d’ira proferendo le peggiori bestemmie che conoscono. Ovviamente bestemmiano in italiano, affinché tu possa comprendere a pieno il loro effettivo stato d’animo. Con estrema educazione, il consulente prende atto dell’insoddisfazione del cliente e lo invita, per un paio di volte, a mantenere un tono civile. La cosa altera ancor di più questa tipologia di persone che solitamente passa a minacce personali tipo “ti ammazzo!” oppure “dimmi dove sei che vengo lì”, a questo punto il consulente invita il cliente a ricontattarci quando si troverà in una disposizione d’animo consona alla comunicazione civile e lo invita a riattaccare. Però nella mente, l’operatore dell’assistenza clienti, spera di riuscire a vederlo questo ominicchio, brama di poter provare sue le chiavi sulla vernice della BMW o Mercedes o Audi del cliente e le frasi che gli vengono in mente non sono proprio quelle educate che proferisce ma somigliano di più a: “Vuoi venire qui? Provaci! Ora ti do l’indirizzo… te lo invio con un sms, così non sbagli a scriverlo, analfabeta! Cerca di essere puntuale che risolviamo la faccenda… ho 70 centimetri di tubo “innocenti” in macchina che aspettano solo di accarezzarti quella faccia di merda che ti ritrovi. Quando avranno finito di raschiarti via dall’asfalto, ben poche persone ti piangeranno, alcune cambieranno padrone, altre mi invieranno cesti di arance per Natale! Sei un cazzo di Cabibi!”. Quindi il consulente sbotta in una fragorosa risata, riporta tutto sulle note indicando esattamente la dinamica ed il livello della conversazione (senza scendere nei particolari) e riattacca. Questo cliente avrà vita dura con l’assistenza… temo.
10. Non è una categoria, ma sono semplici considerazioni.Le considerazioni sono personali, ma forse non completamente balzane.
Mediamente è meglio essere autosufficienti, ci sono un’infinità di possibilità per ottenere informazioni corrette ed effettuare modifiche al proprio servizio, senza doversi appellare per forza all’operatore. Ci sono diversi clienti e ci sono diversi operatori, è bene essere consapevoli di questa realtà. Tutti hanno giorni “difficili” anche gli operatori dell’assistenza clienti. Sebbene si sia insoddisfatti di un servizio, è necessario mantenere un profilo sempre educato e socievole per risolvere il problema nel minor tempo possibile. A problema risolto, si potranno manifestare tutti i dubbi e le perplessità sulla qualità di tale servizio. La saggezza popolare riporta una frase che mi ha sempre molto colpito: “L’educazione sta bene anche in bocca a un maiale” Vangelo! Non siate arroganti con gli operatori, essi non sono dei paggetti a vostro servizio e hanno accesso ad informazioni sul vostro conto di cui non avete idea. Evitate di richiamare due o tre volte nello stesso giorno, altrimenti potreste rischiare di intasare le linee limitando il servizio di assistenza clienti a discapito di chi, magari, si trova in una condizione di reale emergenza, inoltre eviterete di far fare una figura meschina al consulente che vi ha precedentemente gestito. Nel caso dobbiate fare variazioni o acquisti, chiamate l’assistenza prima di mettere in pratica i vostri propositi e non dopo.
Se non vi fidate delle risposte, non fate domande.
Quando chiamate, il problema è vostro.
E questo è tutto. Buone telefonate.
postato da Mitropa Boy # 4:05 AM
Capitan MerdaDroghe Virtuali - Effetti Reali!Scenari futuri: ma non così tanto...
Il fantastico ed indimenticabile film
Strange Days (1995), definito un sexy thriller cinetico, metteva in campo un'ipotesi fantascientifica sul futuro presente del nostro guardare. E lo faceva ricorrendo ad un doppio regime espressivo: il racconto di una Los Angeles squarciata dai conflitti etnici e razziali futuro prossimo e quello dei frammenti visuali che assorbono dentro il film i Trip scopico emozionali consentiti ai personaggi dall'uso dello
SQUID. Nella finzione filmica lo Squid è una tecnologia clandestina, che permette a chiunque di provare direttamente tutte quelle esperienze che non si era mai concesso nella vita reale. Più pulito di qualsiasi droga, più stordente, più allucinatorio e al contempo più realistico. Ma più povero dal punto di vista visivo rispetto al cinema.
Ciò nonostante i protagonisti di Strange Days continuano a preferire lo squid. Per certi versi profetica,
Kathryn Bigelow (regista tra le altre cose di Point Break), è come se avesse voluto dire, che il futuro, se ci sarà, sarà ingordo di visioni caratterizzate non da nuovi modi di guardare o da nuove tecnologie ma più banalmente, da un più forte contenuto della visione. Ciò che eccita l'umanità di fine millennio non è lo sguardo ma la cosa vista. Con l'arrivo del virtuale le immagini sono saturate ulteriormente, e anziché andare oltre i propri confini visibili e filmabili, rimandano (e rimangono), essendo algoritmate, nient'altro che fini a se stesse. Tanto l'occhio che vede quanto quello che immagina sono vuoti. Non potendo andare oltre, le immagini non suscitano, ormai alcuno stimolo e nel tentativo di sopperire a questo handycap riconoscono la necessità di unirsi a silenzi e suoni. O di trasformarsi in suoni stessi.
Eccezion fatta per gli
Snuff movie (video reali di violenza), che detengono il primato del mercato video-sensitivo clandestino, e per il porno che però tende ad indirizzare il suo mercato più sull'oggettistica che sull'esperienza ottica, si fa strada, confermando quanto detto prima un nuovo mercato:
I-Doser.

L'I-Doser è la nuova droga virtuale disponibile per pochi euro in Internet, stessi effetti di quelle normali, ma esenti secondo studi scientifici da assuefazione. Il sistema funziona sulla base dei cosiddetti "
battiti binaurali" (dall'inglese: binaural beats) sperimentati sul cervello negli anni Settanta dal dr. Gerald Oster alla clinica newyorkese Mount Sinai, e che consistono nell'applicare frequenze herziane diverse ai due orecchi per stimolare il cervello a seconda della loro intensità. Le frequenze cerebrali vanno da 1 a 4 Hz per il livello
Delta, quello del sonno profondo, fino ad un massimo di 30Hz allo stato vigile che corrisponde alla frequenza
Beta, passando per
Theta e
Alfa, uno stato quest'ultimo di semiveglia usato nei sistemi di
Controllo Mentale perchè consente di sincronizzare i due emisferi potenziando l'attività cerebrale.
I binaural beats sono frequenze inudibili dall'orecchio umano che vengono ricreate all'interno del cervello attraverso un trucco reso possibile, e semplice, dall'ascolto tramite cuffia. Per fare un esempio, l'orecchio umano non è in grado di sentire una frequenza di 10 Hz perchè è troppo bassa. Se però si ascolta nell'orecchio destro una frequenza udibile, per esempio 400 Hz, e nell'orecchio sinistro una frequenza di 410 Hz, allora accade che le due onde, "mescolandosi" all'interno del cervello interferiscano tra loro creando una vibrazione di 10 Hz (proprio la differenza tra i due canali). E' possibile in questo modo ricreare, all'interno del cervello delle frequenze altrimenti inaccessibili, perche' troppo basse.
Non mancano i "siti" internet che utilizzano i "battiti binaurali" per favorire la meditazione, il sonno o curare il mal di testa, ma nessuno li aveva applicati alle droghe.

L'offerta di droghe virtuali è il frutto di un
software che mette in rapporto le diverse frequenze con i vari tipi di droga utilizzando gli studi esistenti sulla tossicomania.
Leggendo i consumatori in Rete le reazioni all'introduzione di questa novità sono diverse a seconda della persona e del luogo. In alcuni casi non succede niente, in altri il consumatore si addormenta e in altri ancora esclama: "
hei, questa roba è super!".
La "
Generazione B", come qualcuno l'ha soprannominata dalle frequenze Binaurali, è già entrata in un rapporto dell'impresa
Pew Internet che prevede che le droghe virtuali insieme a tecnoterroristi e al problema della privacy saranno le principali sfide della Rete nei prossimi dieci-quindici anni. Una preoccupazione che non sfiora però i ragazzi la cui sfida sembra piuttosto quella di riuscire a riprodurre le frequenze di I-Dosers e ottenere le dosi gratis. Qualcuno per risparmiare anche quei pochi euro, altri per puro divertimento hacker.
Link per download piratesco:http://www.zshare.net/download/9586722144fb8bhttp://www.monova.org/details_434522.htmlSe entrambi i link non funzionano o siete incapaci mandatemi una email pvt e vi manderò in risposta uno special link direttamente dal serverone Bradas.
Consigli per l'ascolto:E' obbligatorio usare le cuffie stereo per l'ascolto dei vari brani, infatti l'induzione di onde alfa, come spiegato sopra, funziona con la differenziazione netta delle diverse frequenze ascoltate da un orecchio separatamente dall'altro. Se si ascolta il brano con le casse del computer l'orecchio destro percepirà entrambi i suoni, e così il sinistro, quindi non avremo più una differenziazione netta delle frequenze e l'effetto sarà nullo. Tenere un volume medio-alto, in modo che le onde vibratorie si possano sentire chiaramente ma che allo stesso tempo non diano oppressione ai timpani o senso di fastidio. E' importante che dalla scheda sonora vengano tolti tutti gli effetti di ambiente, spaziali, 3d e cose del genere, in quanto simulano, alterando il suono originale, delle ambientazioni particolari, che possono compromettere l'effetto delle onde alfa. E' da evitare assolutamente l'ascolto durante attività che richiedono molta attenzione; per esempio, mentre si è alla guida dell'automobile o si è al controllo di sistemi di sicurezze e cose del genere.
Per ottenere risultati bisogna, come si legge sui siti che le “spacciano”, stendersi sul letto, spegnere la luce, coprirsi con una benda gli occhi e mettersi delle cuffie isolanti.
Il file-droga inizia a fare effetto solo dopo le prime quattro o cinque dosi.
Ora stacco,
vado a farmi una dose di Peyote... ooooohh,
dopo mi sparo un Orgasmo.. aaaaahhhh ...
ed infine Marijuana yeeeehh !!!!
postato da Capitan Merda # 3:42 PM