24 aprile 2009

 
MitropaBoy
Time is not on my side

L'avevo pronosticato e infatti é così: il tempo ci é tiranno. Tra traslochi, impegni inaspettati ed esorcismi quantici di ottavo livello io e il Capitano non abbiamo un minuto da dedicare alla piacevole arte del fancazzismo sulla nostra gialla pagina. Preparatevi quindi al post più corto che Bradas abbia mai ospitato, vi lascio con un nuovo doppiaggio. Bonas.


postato da Mitropa Boy  # 1:50 AM

13 aprile 2009

 
MitropaBoy
Confessioni

E' un periodo d'impegni. Se penso che Bradas é nato per espletare le nostre pulsioni artistiche (di dubbio gusto) e per tenersi impegnati nella desolante monotonia quotidiana, é quasi un piacere ora non trovare tempo per postare. Comunque il materiale c'é, abbiamo un archivio pronto e ricolmo di minchiate da pubblicare, l'importante é il tempismo.

Voglio comunque spendere due parole per un film: "Pride and Glory".
Poliziesco del 2008 con Colin Farrell, Edward Norton e Jon Voight. Ho guardato questo film (come al solito coadiuvato dal mio collega cinefilo Capitan Merda) senza grandi aspettative, l'unica cosa che mi aveva convinto era il cast ed il fatto che probabilmente avrei assistito a qualcosa di poco impegnativo. Errore, e pure grosso. "Pride and Glory" si é rivelato essere un gran film, quadrato, senza stereotipi e di grande denuncia verso la condotta dei poliziotti di New York. Interessante vedere come la nascita di questo film ricalchi quella dell'ottimo "36 Quai des Orfèvres" di Olivier Marchand. Il regista, Gavin O'Connor, insieme al fratello, Gregory, hanno messo su schermo le esperienze del proprio padre (poliziotto, come fu il regista francese) ricavando un film molto umano e sentito, che valica i luoghi comuni del tipico poliziesco yankee. Illuminante lo speciale di un ora, contenuto extra del dvd, nel quale si scopre l'immensa lavorazione (pre, durante e dopo) effettuata dai due fratelli. Molti degli attori sono poliziotti (o ex-poliziotti) e veri ex-galeotti, questi ultimi rintracciati grazie ad un infaticabile lavoro di ricerca effettuato per le strade di Brooklyn. Divertente assistere alle crisi di nervi del regista mentre improvvisa sul set copioni ancora non ultimati con gli attori (Norton si rivela essere un maniaco della preparazione alla scena), pazzesco da credere ma fino a una settimana prima della fine delle riprese gli O'Connor ancora non avevano deciso il finale mandando su tutte le furie la New Line Cinema.

Consiglio vivamente la visione di questa pellicola lasciandovi con una provocazione: io sono uno di quelli che nel 2006 ha accolto molto freddamente quel remake diretto da Martin Scorsese chiamato "The Departed" (l'originale é quell' "Infernal Affairs" di Wai-keung Lau, del non lontano 2002), risultandomi banalotto (soprattutto nella realizzazione) e senz'anima. Ora mi chiedo se "Pride and Glory", che affronta le stesse tematiche di "The Departed", non sia degno di maggior considerazione rispetto a quel film (vincitore di 4 Oscar che puzzano di politically correct lontano un miglio!), e si badi bene che non sto mettendo in discussione la carriera del signor Scorsese (anche se da "Gangs of New York" qualcosa si é indubbiamente inceppato nel meccanismo del regista italo/americano).
Ovviamente rivolgo la mia provocazione ai veri amanti del cinema, quelli, per intenderci, che amano parlarne senza schierarsi a propri per un regista manco fossimo in curva (purtroppo ce ne son fin troppi). Ok, ok, il mio delirio di onnipotenza si esaurisce qui, vi lascio a questo inquietante ed ennesimo frutto del nostro indefesso lavoro delirante, vi lascio a "Confessioni", nuovo doppiaggio a far capolino su Bradas. Bonas.


postato da Mitropa Boy  # 11:05 PM

06 aprile 2009

 
MitropaBoy
Bella cagata! #2

(la seconda cinematic worst five)

Eccoci nuovamente alla nuova classifica dei film più brutti che la mia inconsapevole persona é stata costretta a visionare negli ultimi mesi. Taglio veramente corto essendo probabilmente uno dei post più lunghi mai scritti su questo sitaccio. Un presente, ad attendervi, per tutti coloro che arriveranno fino all'ultima riga.

5- Southland Tales - Così finisce il mondo

Inizio con questo film del 2006 perché ho ancora un forte dubbio: é o non é un brutto film? Ancora non so darmi pace perché la seconda opera del visionario Richard Kelly (regista del controverso Donnie Darko) mi ha completamente spiazzato, ma andiamo con ordine. "Southland Tales" é un' opera assai ambiziosa, un film epico/catastrofico/biblico con un cast che é tutto un programma (o forse no?): Dwayne Johnson (che può ostinarsi a farsi chiamare così se vuole, ma che sempre resterà essere il 9 volte campione del mondo di wrestling The Rock) é lo smemorato e lunatico attore di film d'azione Boxer Santaros, Sarah Michelle Gellar (Buffy l'ammazzavampiri per intenderci) ricopre la parte della catatonica star di film porno Krysta Now, abbiamo Seann William Scott nella duplice parte degli agenti Taverner, due star del palcoscenico musicale, Mandy Moore e Justin Timberlake, rispettivamente nella parte della moglie di Santaros, la figlia del senatore Frost, Madeline, e del soldato Abilene, voce narrante e diversivo onirico del film (se già non bastassero le altre bizzarie sparse) e visto che ci siamo vi tiro fuori anche un magicamente riesumato Cristopher Lambert nell'enigmatico ruolo dell'armaiuolo Walter Mung. La storia é un reticolato d'informazioni dette e non dette spiattellate senza pietà dalla voce narrante di Justin Timbarlake, si parla di cospirazione, di viaggi nel tempo, di droga, sesso, tradimento e di fine del mondo...insomma, a conti fatti l'intruglio é bello che servito, bisogna vedere che effetto vi farà quando lo berrete. Vedere The Rock non picchiare nessuno per due ore e mezza di film é qualcosa che lascia il segno, se poi lo fa in una pellicola che pare diretta da David Lynch (regista che ammiro ma che ancora non perdono per essersi portato via ingiustamente tre ore della mia vita con "Inland Empire") all'età di vent' anni, con il debole per "Il Quinto Elemento" di Besson e con il pallino per il "Saturday Night show" (gran parte del cast proviene dal leggendario programma televisivo) può lasciare un solco notevole nelle memorie degli spettatori. Guardare questo film rimane comunque un opzione percorribile ma si deve ben tener conto che la storia si concluderà con più di un enigma irrisolto (c'era da chiederselo?). Concludendo, "Southland Tales" é tutto fuorché un film prevedibile, ma il saggio una volta disse "Ti piacciono le cose imprevedibili? Allora facciamo che un giorno vengo a casa tua e ti defeco sul divano, ne saresti contento?". Con "Donnie Darko" siete stati avvisati, avete palle a sufficienza per farvi travolgere nuovamente dalle allucinate sconclusionatezze di Kelly?

4- Seven Pounds - Sette Anime

Ecco un altro film che si é perso accartocciandosi su se stesso. Il secondo lavoro del Muccino emigrante in terra yankee é una pura é semplice minchiata. Ci aspettavamo tutti il colpaccio, o se non altro un ulteriore miglioramento rispetto a quel buon "La Ricerca della Felicità" che nel 2006 fece ben sperare inauguarando l'atipica combo tra il regista e Will Smith (smanioso di copioni più profondi). Muccino ha più volte affermato che l'accoppiata con l'attore di colore (produttore oltre che attore!) gli ha permesso di mettere in scena storie che in Italia non avrebbero mai visto la luce; la frase non mi ha mai stupito più di tanto visto la perenne codardia del cinema tricolore, sempre pronto a tirarsi indietro ed a piangersi addosso ricordando gli antichi maestri che l'hanno fatto grande, ciò che mi ha stupito veramente é il macabro fallimento di "Seven Pounds" che di sicuro ha riempito di gioia tutti i detrattori dell'italico regista. Si parla di sette anime, sette vite che per colpa di una distrazione al volante del protagonista sono venute a mancare in una notte, così Ben Thomas, sopravvisuto miracolosamente all'incidente ma non senza gravi perdite (la moglie rimane vittima anch'essa dell'incidente), decide di dedicare la sua vita alla ricerca di sette persone che meritino la donazione dei suoi organi al fine di pareggiare i conti con la propria coscienza. In fin dei conti il film si sviluppa come una lunga "Pubblicità Progresso" dove il signor Thomas interagirà con questi tizi per capire se siano veramente meritevoli del suo sacrificio, peccato che ci si soffermi praticamente solo sul personaggio di Rosario Dawson liquidando gli altri episodi in modo frettoloso e lasciandoci sempre con quella domanda: ma c'era proprio bisogno di scomodare Woody Harrelson per la parte del cieco? In conclusione "Sette Anime" si rivela come l'ennesima struggente storia d'amore messa in scena da Muccino, peccato che l'encefalogramma della vicenda sia sempre piatto, senza alcuno scossone e dannatamente troppo prevedibile, peccato anche che per arrivare alla sequenza del suicidio di Ben Thomas (una delle poche cose rimarcabili della pellicola, per quanto decisamente bizzarra) si debba, per forza, cadere nello sbadiglio più di una volta. Gabriele Muccino non é il tipico regista italiano da ammirare (troppo patinato ed accademico si dice) ma se non altro da stimare per dove é arrivato; a lui ed al signor Smith i soldi non mancano di certo, quindi prima di sparare a zero su questa accoppiata mi riservo di vedere il terzo atto del loro connubio creativo (se mai ce ne sarà un terzo) muovendomi verso la terza posizione...

3- The TEN

Ovvero i dieci comandamenti come non li avete mai visti, e come mi auguro non vediate mai! David Wain é un simpatico regista quarantenne troppo pieno di sé che probabilmente ha visto troppe volte "Il Senso della Vita" dei Monty Python (Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes dell'83), costringendosi masochisticamente a cadere nell'errore di ricalcare le gesta del gruppo comico britannico con questo sciocco film. Partiamo dalle note positive: cast interessante, o se proprio non volete chiamarlo così possiamo definirlo di quantità, con gente come Winona Ryder (due nomination agli Oscar, nel '94 con L'Età dell'Innocenza e nel '95 con Piccole Donne...si, ok, la cleptomane per intenderci), Adam Brody (quello di O.C.), Liev Schreiber (Sphere, The Manchurian Candidate, Scream e Defiance, che ci attende subito dopo in seconda posizione!) , Famke Janssen (la Fenice degli X-Men), Jessica Alba (Dark Angel, Fantastici 4, Sin City), Oliver Platt (bravo caratterista con all'attivo svariati film che non sono di certo passati alla storia, Frost/Nixon uno dei più rimarcabili), Janeane Garofalo (Sex Crime, Dogma, Mystery Men e, oh mio dio, Southland Tales!) e Justin Theroux (scrittore/produttore del demenziale Tropic Thunder, come attore lo si ricorda nella parte di Timothy Bryce in quel già narrato American Psycho, negli ultimi anni é entrato nelle grazie di David Lynch recitando sia in Mulholland Drive che in Inland Empire). Sugli attori mi sono voluto dilungare non a caso, la verità é che c'é poco da dire sul resto della pellicola se non ripetere che l'operazione di questo "The TEN" é un tentativo di rivisitazione nei confronti del capolavoro grottesco/demenziale di Terry Jones. La formula é quella di associare ad ogni comandamento delle tavole di Mosé una storia, tra ognuna di esse il signor Jeff Reigert ci tiene informati sulla sua vita di coppia. Bene, già così l'idea, secondo me, é una folle merda, aggiungeteci sketch sfilacciati, poco riusciti e troppo lunghi, sequenze animate così accattivanti che al momento, a causa della loro incisività, non posso citare essendomele completamente già scordate. In un tourbillon di battute caustiche e freddure mortali scorgiamo anche un omaggio a Woody Allen (perché la citazione fa sempre brodo) arrivando svogliatamente al finale buonista e stucchevole che stona con la presunta cattiveria dell'umorismo visto fino a quel punto. Mi spiace non ho altro da aggiungere, stendiamo un velo pietoso su questa merdata e dirigiamoci colmi di veleno verso...

2- Defiance - I giorni del coraggio

Oh, bene, questo film invece mi ha fatto veramente cacare, senza se e senza ma. Avete presente la montagna di terra che Richard Dreyfuss crea in casa sua in "Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo"? Pensate a "Defiance" come a quella montagna. Fatto? Bene, adesso sostituite la terra con la merda. Daniel Craig imbambolato e fuori parte ( se vi aspettavate quello intenso di Munich siete cascati male...vi dovete accontentare di una brutta copia di quello visto nello scadente "007 - Quantum of Solace") interpreta Tuvia Bielski, partigiano polacco ed ebreo della Seconda Guerra Mondiale, leader del gruppo partigiano dei "Fratelli Bielski" che si situò nella foresta di Naliboki con lo scopo di salvare i connazionali perseguitati dai nazisti durante l'olocausto, ad accompagnarlo in questa surreale ricostruzione storica c'é il bravissimo Liev Schreiber che ricopre il ruolo di Zus Bielski (fratello di Tuvia). La prima riflessione che mi é saltata in mente durante i titoli di coda é stata ipotizzare che miglior film sarebbe potuto essere con una regia meno di parte. Badate bene che non mi sto riferendo ad ideali, é sempre difficile non scagliarsi contro il regime nazista se si parla di Seconda Guerra Mondiale, non é di sicuro questo che metto in discussione, bensì la narrazione. Edward Zwick (che non ho nemmeno bisogno di fare due più due per intuire dal cognome le sue ebraiche origini), regista di "The Last Samurai" e "Blood Diamond", confeziona una storiella cowboy, si, non sto scherzando. Il tratteggio dei personaggi di "Defiance" sconfina irrimediabilmente nel caricaturale ed ogni tanto anche a voi, come a me, i protagonisti vi sembreranno adorabili e smargiassi cowboy americani grazie anche ad un' eccelsa carrellata di dialoghi incredibili, ma non nel senso buono. Sentir parlare i fratelli Bielski con i loro compagni ci riavvicina a quei bei western di una volta con colpi di Revolver, gagliarde scazzottate e meravigliose bisbetiche da domare, il tutto, ricordiamo, in una foresta che ci ricorda clamorosamente il villaggio degli Ewoks...si, avete capito bene, proprio quelli di Lucas. C'é la storia d'amore sia per Tuvia (eroico condottiero) che per Zus (irruento ed istintivo che patisce la figura del fratello), la donna di Zus é una donna forte, quella di Tuvia una pippa ma successivamente usa una pistola e allora diventa "Sarah Connor", c'é l'intellettuale che si stuzzica con l'idealista e così via...anzi no...c'è anche il club delle donne che sghignazza di felicità quando vede arrivare nel rifugio nuovi giovini aitanti in fuga...davvero...no ragazzi, diamoci un contegno. Vedi arrivare nel tuo rifugio un gruppo di derelitti con le pezze al culo inseguiti per giorni da sanguinari nazi e tu che fai? Ridi con le amiche, manco foste Kelly, Donna e Brenda di "Beverly Hills 90210", fantasticando sulle prestazioni sessuali. E poi c'é stato quel momento, quel momento che non scorderò mai, quell' immagine che prego ogni giorno che svanisca dalla mia mente...Daniel Craig che fa il discorso ai compagni...e commette il gesto di farlo su di un cavallo bianco! ...Che può anche essere ma che a me puzza tanto d'immagine propagandistica a palla. Gli ebrei ed i Daniel Craig che preferisco sono e rimangono quelli di Munich. Lo so, il contesto non é di certo lo stesso ma avevo bisogno di una cazzo di frase per concludere questa breve recensione e scagliarmi come un folle kamikaze 'briaco su...

1- LIve!

A venti minuti dall'inizio sia io che Capitan Merda ci siamo guardati negli occhi ed abbiamo capito tutto: Eva Mendes é sempre una gran cicala e "Live!" é una cacata diabolica. Questo filmetto del 2007 prima di tutto va segnalato come primo tentativo nel campo della produzione da parte della signorina Mendes, tentativo miseramente fallito. I reality hanno fatto il loro corso, così Katy Courbet, presidentessa del network ABN (personaggio che sembra la fusione tra il Dr.House e la Miranda Priestly interpretata da Meryl Streep in "Il Diavolo veste Prada"), decide di dare ascolto ad un consiglio del cazzo da parte di una sua assistente: proporre in prima serata la "roulette russa". Sei persone si sfideranno nella mortale disciplina, per ognuno dei sopravvissuti c'é un milione di dollari che lo attende, chi muore se lo prende in quel posto e tanti saluti e care cose. Ok. Allora? Ci siete ancora? Mi pare abbia senso no? Ma manco per i coglioni di Capitan Findus!!! Il regista Bill Guttentag (vincitore di due Oscar nella categoria Best Documentary, nell'89 con "You Don't Have to Die" e nel 2003 con "Twin Towers") ci propone la storia della bella presidentessa che le proverà tutte per riuscire a mandare in onda questo parto malato del suo team creativo. Con una accattivante regia documentaristica (cara al regista, del quale vogliamo ricordare la traduzione italiana del suo nome: Giacomo Buongiorno) vedremo il giovane filmmaker Rex seguire con la sua troupe notte e giorno la signorina Courbet nell'intento di realizzare un film sulla nascita di questo sanguinoso show. Tranquilli, l'impossibile si avvererà: grazie ad una sceneggiatura inesistente l'avvocato del network farà fessi quelli della Corte Suprema, ottenendo il permesso perché lo show possa andare in onda. Piccola nota, tra i concorrenti c'é da segnalare la presenza di un certo Rick, interpretato da Jeffrey Dean Morgan (il Comico del recente "Watchmen"), e di Pablo, il gay messicano, interpretato da Jay Hernandez (il protagonista di "Hostel"). Il problema principale di questo film é che sembra unicamente concentrato sulle scene finali, ovvero quelle che riguardano lo show. Non viene mai offerta una motivazione plausibile agli eventi che ci porteranno alla messa in onda della "roulette russa". Le cose accadono ma non vengono mai supportate dalla sceneggiatura, debole e sconclusionata, che crolla tristemente sotto i massicci colpi della ragione. Bene, e quello era il problema principale, poi c'é il secondario: la morale. Si perché questo film ha la pretesa d'insegnare, ma insegnare cosa? Il rispetto della vita? L'avidità dell'uomo? La televisione come arma mortale? Detto tra noi...so una sega, per rimanere sveglio mi sono concentrato sulle cosce della Mendes! La mia unica paura é che la visione di "Live!" possa far veramente venire in testa a qualche manager l'idea di proporre questo programma in prima serata. Dite che esagero?

Ma so una sega...che dite? La pensate come me o vi ho toccato qualche pellicola che avrei dovuto evitare di criticare? Ormai il danno é fatto e per rimediare (o per aggravare) é giusto che ora vi rilassiate dinanzi a questo nuovo doppiaggio che ci riporta alle vicende di Sandrino ed i suoi amichevoli Transformers. Bonas!


Windows (doppiaggio by Bradas.it)
Caricato da Mitropabox. - Stagioni complete e singoli episodi online

postato da Mitropa Boy  # 1:40 PM

02 aprile 2009

 
MitropaBoy
Kung Fu Bradas

Dopo la promozione di "Ermanno X" e la presentazione dell'incontro con Nesi e Veronesi ho quasi pensato che il sito volesse fare le cose per bene, che la direzione avesse deciso d'intraprendere il percorso dei contenuti, poi mi sono ricordato che il sito ha un motore che si alimenta a stronzate e allora...nuovo doppiaggio!
Per questa ennesima manifestazione vocale di stupidità scimmiesca ci siamo scomodati a visionare Kung Fu Panda e ancora una volta mi sono chiesto se le opere della Pixar potessero essere catalogate nel genere "animazione" (evidentemente si) pensando, di rimbalzo, alla miriade di perle animate disegnate a mano che annualmente l'industria nipponica sforna e che puntualmente l'occidente non si degna, se non in alcune rare stanche occasioni (controllare alla voce Hayao Miyazaki), di considerare. Va beh...secondo me la storia del panda rimane una cacata fotonica, ma chi sono in fondo io per far pendere l'ago della bilancia? Tagliamo corto (troppe bolle di sapone nel cervello) ed inoltriamoci nei 45 secondi di Kung Fu Kama, bonas.


Kung fu kama (doppiaggio by Bradas.it)
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postato da Mitropa Boy  # 2:10 PM

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